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Investimento sostenibile

I Principles for Responsible Investment e le Linee Guida di Cometa

Il percorso del fondo pensione Cometa verso la responsabilità sociale degli investimenti inizia nel 2010 con l‘adesione all'iniziativa lanciata dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan nel 2005 - Principles for Responsible Investment (PRI) - finalizzata a promuovere la cultura dell’investimento responsabile (www.unpri.org).

A dicembre 2014 sono circa 1400 i firmatari di questa iniziativa, costituiti da investitori e gestori internazionali. Cometa rappresenta il paese Italia, insieme ad altri investitori istituzionali quali il Fondo Pensione del Gruppo Intesa Sanpaolo, il Fondo Pensione Pegaso e il gruppo assicurativo Generali.
In linea con i Principles for Responsible Investment, nel 2012 Cometa ha definito le “Linee Guida all’Investimento Socialmente Responsabile”, che contengono indicazioni di carattere generale per la messa a punto dei principi ONU e le modalità operative utilizzate dal fondo per favorire l’attenzione ai temi ambientali, sociali e di corporate governance con riferimento alle imprese in cui
investe.

L’analisi di portafoglio e l’Engagement

A tal riguardo, Cometa ha scelto di utilizzare la strategia dell’Engagement, e cioè il dialogo ed il confronto diretto con le imprese al fine di incoraggiare le imprese stesse verso comportamenti virtuosi e sostenibili in materia di responsabilità sociale.
Il fondo pensione, infatti, è consapevole della responsabilità che in qualità di investitore ha nei confronti della tutela non solo dell’ambiente e dell’individuo, ma anche del risparmio previdenziale, a protezione da eventuali rischi di natura extra finanziaria. Pertanto, la scelta dell’Engagement risponde al duplice obiettivo di stimolare le imprese all’adozione di buone pratiche in ambito
sociale, ambientale, di governance e di rendere le decisioni di investimento più ragionate, consapevoli ed informate.

Nella pratica Cometa, a partire dal 2012 ha sottoposto il proprio portafoglio finanziario ad un’analisi di responsabilità sociale annuale al fine di verificare l’esposizione degli investimenti (azionari ed obbligazionari corporate) ad eventuali controversie sociali ed ambientali gravi ed individuare le imprese nei confronti delle quali iniziare un dialogo e quindi un percorso di Engagement.

Le controversie sociali o ambientali considerate gravi da Cometa sono:
1. la violazione dei diritti umani da parte dell’azienda,
2. la violazione dei diritti dei lavoratori,
3. il verificarsi di incidenti ambientali rilevanti,
4. la violazione dell’etica del business (corruzione, conflitti di interesse, …)
5. la violazione dei diritti dei consumatori (scarsa trasparenza nella comunicazione sui prodotti e servizi, insufficiente sicurezza dei prodotti, …)


Carbon Footprint del portafoglio di Cometa

Il fondo Cometa ha aderito al Montreal Pledge, un’iniziativa nata nel 2014 e sostenuta dall’ONU attraverso la quale gli investitori sottoscrittori si impegnano a misurare e rendere pubblico la carbon footprint (impronta di carbonio) dei loro portafogli investiti.

Carbon Footprint di Cometa

Vai alla pagina dei firmatari del Montreal Pledge

La carbon footprint è una misura che esprime in CO2 equivalente il totale delle emissioni di gas ad effetto serra associate direttamente o indirettamente ad un prodotto, un’organizzazione o un servizio. In conformità al Protocollo di Kyoto, i gas ad effetto serra da includere sono: anidride carbonica (CO2), metano (CH4), protossido d’azoto (N2O), idrofluorocarburi (HFCs), esafluoruro di zolfo (SF6) e perfluorocarburi (PFCs). La tCO2e (tonnellate di CO2 equivalente) permette di esprimere l’effetto serra prodotto da questi gas in riferimento all’effetto serra prodotto dalla CO2, considerato pari a 1 (ad esempio il metano ha un potenziale serra 25 volte superiore rispetto alla CO2, e per questo una tonnellata di metano viene contabilizzata come 25 tonnellate di CO2 equivalente). La misurazione della carbon footprint di un prodotto o di un processo richiede in particolare l’individuazione e la quantificazione dei consumi di materie prime e di energia nelle fasi selezionate del ciclo di vita dello stesso. A questo proposito l’esperienza degli ultimi anni suggerisce che il label di carbon footprint è percepito dai consumatori come un indice di qualità e sostenibilità delle imprese. Le aziende, oltre a condurre l’analisi e la contabilizzazione delle emissioni di CO2, si impegnano a definire un sistema di carbon management finalizzato all’identificazione e realizzazione di quegli interventi di riduzione delle emissioni, economicamente efficienti, che utilizzano tecnologie a basso contenuto di carbonio. Le misure di riduzione possono essere integrate dalle misure per la neutralizzazione delle emissioni (carbon neutrality), realizzabili attraverso attività che mirano a compensare le emissioni con misure equivalenti volte a ridurle con azioni economicamente più efficienti o più spendibili in termini di immagine (es. piantumazione di alberi, produzione di energia rinnovabile, etc.).  (Fonte Ministero dell'Ambiente)